“L’Unione Europea non è mai stata così fragile come oggi di fronte alle sfide internazionali”. Lo ha detto il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi,

relatore di minoranza della Sessione Europea che l’Aula dell’Assemblea regionale, discute oggi in occasione della Giornata dell’Europa 73 anni dopo la dichiarazione Schuman che diede avvio al cammino dell’Europa unita. “Il sogno di un’Europa più forte nel mondo – ha aggiunto Bargi – si è scontrata nei fatti su come la stessa Europa si è posta di fronte alle diverse emergenze che abbiamo dovuto affrontare puntando su una visione ideologica e più realista del re nei confronti della linea Nato ai limiti dell’ autolesionismo. Prevalgono gli stessi paletti di governance europea che strozzano il nostro Paese, ecco perché ribadiamo che questa Europa non è la nostra Europa”. Elencando i banchi di prova sui quali si è evidenziata tutta la fragilità di un’Europa fintamente unita, Bargi ha ricordato il fallimento della moneta unica pensata come scudo all’inflazione, che invece è tornata ad impennarsi proprio come negli anni 70 di fronte agli shock esterni; la pandemia e la reazione scomposta e disarticolata dei vari Paesi sui vaccini e le restrizioni come il green pass. “L’incapacità, poi, di evitare una guerra sul proprio suolo arrivando, addirittura, ad accettare passivamente il sabotaggio del gasdotto nord stream 2 – ha detto Bargi – ci mostra l’inconsistenza e l’imbarazzo di un governo europeo incapace di far fronte alle sfide internazionali, e nonostante le difficoltà autoimposta di reperire materie prime, decide di proseguire verso una transizione verde ossessiva e poco importa se dovranno pagarne il conto cittadini e le imprese. Scelte come quelle di indicare i migrati in sostituzione della forza lavoro – ha aggiunto Bargi – si scontra con una disoccupazione giovanile al 22,4% o con il fatto che siamo i primi in Europa per part – time involontario. Tutti dati che mostrano la visione fortemente ideologica dei vertici UE che piuttosto che puntare su cultura del lavoro, formazione e crescita interna preferisce cercare manodopera a basso costo da sfruttare”. Bargi ha sottolineato infine la necessità di individuare anche a livello regionale, politiche per produrre un’ inversione di tendenza della preoccupante crisi della natalità.













