Inizio di stagione complicato in casa Sassuolo:  la situazione in classifica non è certo quella sperata alla vigilia di una stagione, comunque da preventivare come difficile. Anno di transizione, viste le numerose partenze: cessioni di giocatori di spessore, i sostituti per il momento non sono riusciti ad integrarsi nei meccanismi di mister Dionisi e la squadra propositiva di sempre sembra essersi persa. Sedici punti in sedici partite, frutto di 4 vittorie, 4 pareggi e ben otto sconfitte; a preoccupare è il trend delle ultime 5 gare con un solo punto conquistato; da inizio campionato, sedici i gol realizzati e 24 quelli incassati. Il problema è la sterilità offensiva, il collettivo ha perso progressivamente aggressività e spinta: tutto questo si aggiunge alle difficoltà, ampiamente note, difensive e ne emerge un quadro poco confortante. Al di là di scelte sull’impiego di determinati giocatori, il Rogerio di questi tempi dovrebbe far posto a Kyriakopoulos, la manovra neroverde non appare fluida ed armonica e fatta eccezione per Berardi, sempre al centro del gioco, gli altri interpreti sembrano più solisti che parte di un gruppo. In questo senso: Laurientè, positive ed apprezzabili le sue progressioni, non riesce ad essere funzionale per la mancanza di sinergia con i compagni; Pinamonti, nonostante impegno e lavoro, appare poco pericoloso e per tanti motivi non riesce ad incidere. E’ come se la squadra giocasse sempre a ritmi ridotti: se la questione non fosse tecnica o tattica, bensì dettata da un fattore psicologico come mister Dionisi pensa, allora servirà una reazione emotiva. Si rincorrono malumori e polemiche per l’andamento di Berardi e compagni; ci sono margini di miglioramento tangibili, basti pensare alla ripresa contro la Sampdoria e il Sassuolo ha tutti gli strumenti per ottenere una salvezza tranquilla, a patto di non perdere ulteriori tessere di quel mosaico in grado di stupire, piacevolmente, critica e pubblico. Mancano tre partite al giro di boa: trasferta a Firenze, al Mapei contro la Lazio e gara esterna a Monza per migliorare gli attuali 16 punti ed invertire la rotta: si può fare, anzi si deve fare