“L’Europa deve pensare ai cittadini: in 30 anni gli stipendi italiani sono scesi del 3%, occorre indicizzarli all’inflazione”. Lo ha detto il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi,

intervenendo oggi ai lavori della Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale convocato alla presenza della delegazione della Commissione Affari Europei del Landtag dell’Assia, accompagnata dal sottosegretario all’Europa dell’Assia e dalla vicepresidente del Landtag, in occasione dei 30 anni di gemellaggio tra la Regione Emilia Romagna e l’Assia. Bargi ha ricordato la protesta crescente, in questi trenta anni di moneta unica, di chi ha visto il ruolo e il peso del cittadino rispetto all’Unione Europea, ciò che è alla base del movimento degli euroscettici. “Dati, come l’andamento del Pil italiano, e allarmi da parte di chi vede nell’Europa una sovrastruttura apolide incapace di dare risposte veloci e certe rispetto a bisogni, come la crisi energetica – ha aggiunto Bargi – sono emergenze vere, che non sono nate con la guerra tra Russia e Ucraina, ma c’erano già prima e hanno visto molti cittadini travolti. Le risposte della Ue ai bisogni finanziari non possono essere solo l’aumento dei tassi, perché così si frenano gli investimenti. Non credo –ha concluso il leghista Bargi – che la ricetta sia di unirsi contro le destre come il programma di questo incontro ha, con una scorrettezza istituzionale, previsto, ma bisogna saper ascoltare, capire e seguire il crescente allarme di chi si sente escluso da un’Europa nata soprattutto per la circolazione dei capitali e che ora, ad esempio, con la transizione verde imporra ulteriori sacrifici, che potranno essere affrontati dai più ricchi e pagati dagli altri. Un ascolto che può anche portare a dire che alcune scelte fatte sono state sbagliate”.