Denunciata in stato di libertà una 30 enne con l’accusa di furto in abitazione, agenti del locale Commissariato di Polizia di Stato hanno identificato l’autrice del reato succitato grazie alla comparazione delle impronte digitali rilevate da operatori della Polizia Scientifica di Modena, prontamente intervenuti, con quelle depositate in banca dati. Una lunga attività di indagine ha permesso di risalire alla responsabile del blitz furtivo avvenuto nel febbraio dello scorso anno, nell’occasione furono rubati gioielli e denaro contante( circa 10 mila euro). E’ proprio il caso di dirlo: la scienza al servizio del cittadino