La Regione non ha competenze specifiche, servirebbe un intervento legislativo che riconosca il nome di elezione sui documenti per le persone gender fluid o in attesa della conclusione del percorso di transizione sessuale. Non si può aggirare una norma con un escamotage”. Lo ha detto il consigliere regionale della Lega, Simone Pelloni, annunciando il voto contrario della Lega alla risoluzione della maggioranza e appoggiato anche dal Movimento 5 Stelle che ha proposto, sull’esempio di quanto accaduto a Ravenna, di poter indicare sulle tessere di abbonamento del trasporto pubblico locale Start il nome di elezione e non quello anagrafico per le persone che hanno avviato ma non ancora ultimato il loro percorso di transizione sessuale. “Il nome di elezione per ora non è previsto da nessuna parte in alcun documento ufficiale. Ma non è competenza della Regione – ha ribadito Pelloni – intervenire su questo tema. Risolvendo un problema specifico – ha detto Pelloni – rischiamo di mettere in discussione una struttura normativa ben precisa, che è in capo al Parlamento. Se interveniamo sul tema dei trasporti, analoghe situazioni possono manifestarsi per tutti gli altri servizi pubblici in cui è necessario sottoscrivere un abbonamento e, di questo passo, metteremmo a rischio l’intero sistema anagrafico così come ora è normato a livello nazionale. Diverso – ha concluso il leghista Pelloni – è il caso in cui questa risoluzione di fatto lasci intendere che esistano delle discriminazioni di genere nell’erogazione di servizi pubblici, tema su cui siamo d’accordo si possa e di debba intervenire al più presto per evitare che questa violenza venga reiterata”.
Transgender, Pelloni (Lega): “No al nome di elezione nei documenti dei regolamenti di trasporto, non è competenza della Regione”













