“Pur condividendo i fini, riteniamo necessario rivedere gli strumenti di valutazione delle quote di gas serra al fine di tutelare i settori produttivi più energivori e che rischiano di rimanere isolati e messi nella condizione di non essere più competitivi”. Lo ha detto il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, presentando un emendamento sulla risoluzione per il pacchetto “Pronti per il 55%” relativo alle iniziative dalla Regione rispetto alle disposizioni europee concernenti l’accordo Eu – Ets (ovvero l’European Emission Trade System) cioè il sistema di scambio di quote di emissioni di gas serra che funziona come un vero e proprio mercato e che pesa sulle attività produttive.

“Nel 2021 – ha aggiunto Bargi – i prezzi per i diritti di emissione di anidride carbonica sono esplosi: la media nel 2020 era di 25 euro a tonnellata, oggi è a 62 euro a tonnellata. La politica sul green sta ponendo obiettivi molto ambiziosi ma per il sistema industriale è un grosso problema reggere il passo in assenza di fonti energetiche alternative”. “Le annunciate nuove politiche europee sulla transizione verde – spiega Bargi – hanno fatto crescere i prezzi a dismisura, e sono alla base dell’impennata dei prezzi energetici di questi giorni. Se aggiungiamo che la nostra regione ha un importante distretto come quello ceramico che è stato escluso proprio a settembre dagli aiuti di Stato per compensare i costi indiretti dovuti all’ETS – ha precisato il leghista Bargi – diventa fondamentale, nei rapporti con la UE, fare presente che procedere a ritmo serrato in questa maniera ha effetti devastanti sulla competitività delle nostre aziende sul piano internazionale e può avere risvolti pesanti anche sulla società visto che alcune aziende hanno già annunciato di essere costrette a fermare la produzione perché non più competitive” ha concluso Bargi.