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Ricercati e terroristi nel nuovo governo annunciato dai talebani a Kabul. Un Ministro dell’Interno, leader delle milizie jihadiste, su cui pende una taglia dell’FBI. Ecco il sedicente governo “inclusivo” dei fondamentalisti islamici che si pongono quale primo obiettivo il ripristino della sharia, negando quei diritti (in particolare per le donne) a fatica conquistati negli ultimi venti anni. Davvero all’interno della Comunità internazionale qualcuno credeva che i talebani fossero cambiati? Che sarebbe bastato affermare una serie di principi democratici per far sì che i talebani vi si attenessero? Se poi dovesse corrispondere al vero che l’insediamento del nuovo governo è previsto per l’11 settembre, direi che il messaggio che da Kabul sta arrivando all’Occidente è forte, chiaro e soprattutto pericoloso. I Paesi occidentali non devono mostrare segni di cedimento: la Comunità europea faccia sentire la propria voce e dica chiaramente che non è disposta a dialogare con un governo di fondamentalisti. Auspichiamo una tempestiva e ferma presa di posizione da parte dell’Italia, dell’Europa e degli Stati Uniti, il cui disimpegno, nelle scorse settimane desta non solo perplessità ma grande preoccupazione”

Enrico Aimi, senatore e capogruppo in commissione Affari Esteri per FI