Non solo riciclaggio, ma anche finanziamento al terrorismo internazionale, affari sporchi coi “paradisi fiscali” e “bonifici verso Paesi a fiscalità privilegiata o non cooperante”: un quadro malavitoso agghiacciante che vede l’Emilia-Romagna svettare nella classifica delle regioni italiane più a rischio (davanti a Sicilia e Calabria per intenderci), con Modena, addirittura maglia nera in quanto a segnalazioni.

E’ quando emerge dal Rapporto Uif-Banca d’Italia sui dati raccolti in merito alle “segnalazioni sospette di riciclaggio” relative al secondo semestre 2020.

“Si tratta di dati davvero preoccupanti e che denunciamo da tempo – commenta il consigliere regionale modenese Stefano Bargi

-, tant’è che appena qualche settimana fa nell’ambito della discussione della clausola valutativa sulla legge della legalità regionale avevamo allertato la Giunta regionale sulle criticità che ora emergono anche dal rapporto Banca d’Italia”.

“Quel che preoccupa maggiormente – prosegue il leghista – è il dato sulle segnalazioni riguardanti le operazioni finanziarie di sospetto “finanziamento del terrorismo” internazionale, dove la provincia di Modena si conferma non solo come “zona-rossa” ma come il territorio più a rischio in Emilia-Romagna. Pertanto il tempo delle chiacchiere è finito: è venuto il momento che la Giunta regionale prenda non solo consapevolezza del problema ma anche provvedimenti concreti per neutralizzare e combattere il fenomeno e ripristinare la legalità”.

“Nei prossimi giorni – conclude Bargi – procederò col deposito di un atto formale col quale provvederò a fare in modo che la Regione si attivi contro il radicamento di attività criminali che nessuno vuole e contro le quali l’Emilia-Romagna ha dimostrato di non avere ancora anticor