Don Alfonso Ugolini “Venerabile” della Chiesa. Nella mattinata di oggi Papa Francesco ha firmato, infatti, il Decreto che proclama don Alfonso Ugolini.
Con questo Decreto papa Francesco riconosce che don Alfonso ha vissuto in modo eroico le virtù teologali e le virtù cardinali: l’ultimo passo nel processo di beatificazione cui manca, solamente, la certificazione di uno dei numerosi miracoli a lui ascritti e segnalati.
“Una notizia importantissima per la nostra città – sottolinea il Sindaco di Sassuolo Gian Francesco Menani – che negli anni ha amato questo piccolo parroco esile e all’apparenza debole ma forte di una fede che gli ha permesso di compiere cose straordinarie soprattutto per i deboli, gli ammalati ed i poveri. Un amore, quello della città nei suoi confronti, che sfocia in una riconoscenza enorme che ha portato a fondare un comitato che ringrazio per il grande lavoro fatto nel processo che ha portato alla proclamazione di oggi”.
In questo senso, toccante e significativa la canzone scritta ed interpretata dalla musicista sassolese Morgana Montermini: un ritratto di questo religioso capace di sorprendere e deliziare per quell’”energia mistica” in grado di sprigionare, una sorta di freccia in grado di veicolare amore e fede.

TU ES SACERDOS IN AETERNUM ( parole e musica di Morgana Montermini)
La vita lontano invade i muri per chi si è allontanato dalla propria isola E tu con la fronte calda appoggiata contro il vetro della tua camera guardi la luce del tuo inverno di ghiaccio velare gli alberi di un bianco pizzo come un abito talare.
E’ li che nasce l’amore
nei giardini segreti dello scrigno della Natura e in quel biondo di una freccia di sole che muore ai tuoi piedi c’è il colore di chi tu chiami Dio.
Nessun desiderio ma un unico nome”Maria”
da pronunciare leggero come una bolla di sapone che danza davanti agli occhi di un bambino.
Una vita intera può bastare
per costruire un’opera intorno all’amore?
Per gridare al mondo
la tua immensa felicità
e la tua nuova verità:
” Mi basta sollevare quella tenda e la luce arriva da Lei”.
Rit. Unico nome Maria, unico sogno Maria,unico dono Maria.
Unica gemma Maria, unico gioco Maria,unica Madre Maria.
Unico cuore Maria , unico fiore Maria, unico nome Maria.
Unica gemma Maria, unico nome Maria, unico canto a Maria, a Maria.
Si lasciano finestre, si abbandonano giardini nuovi rami di vita, bere il dolore a sorsate ed amare la pioggia, gli autunni rossi di fuoco e guardare la Morte ballare il suo valzer lento.
Pregare e’ mistico incanto
e sulle mani rimane l’azzurro del manto
di quella Mamma che rende i giorni leggeri sopra ad un rosario di pianti e misteri.
Rit. Unico nome Maria, unico sogno Maria, unico dono Maria.
Unica gemma Maria, unico gioco Maria, unica rosa Maria.
Unica forza Maria, unica luce Maria, unica ancora, fianco,
sponda, regina, canto, sole.
Unico dono Maria, unico nome Maria.
Unico sogno Maria.
Io ti ho incontrato una sera
quando i giardini fioriscono a maggio
e tutto il nero dell’abito nero mi faceva pregare.
Dimenticavo le frasi
così imparai anch’io un Salve Regina in latino a cantare.
Ed ora che creo rosari come talismani potenti di fede per scacciare la paura nel cuore anche quando si resta vicino a chi soffre di un immenso dolore a chi soffre di un immenso, di un immenso dolore.
Ed imparai a conoscere Maria
e la storia della piccola medaglia d’argento che era sempre li tra le tue mani, mani , le tue mani, mani d’argento.
Mi hai insegnato a regalarla a chi ha paura del buio e della Morte paura del buio e della Morte.
Voce Padre Don Alfonso Ugolini
” Io ringrazio il Signore di vedere qui tanta gente, ad onorare la Madonna ,in questa
Chiesina, in questo piccolo santuario che io la chiamerei “Chiesa del miracolo”
perche sorta miracolosamente. E’ dall’eternità che il Signore ha disposto che
venisse in questa borgata di San Polo una Chiesina.
C’è un segno qui, c’è un segno.
La Madonna vuole qualche cosa. Ma noi no sappiamo quel che avverrà!
Fratelli e sorelle
Io ….ve lo dico per esperienza. Da ragazzo proprio non so come
la Madonna mi ha chiamato a se’ e ho sentito questa devozione alla Madonna.
E’ stata la mia salvezza perché non so cosa io sarei diventato, un ragazzo di 12-
13 anni senza la mamma e il papà via per lavoro,ero in balia di nessuno.
La Madonna mi ha protetto, mi ha salvato in tutte le mie necessità in cui mi sono
trovato, tante necessità!
Invocata Lei non mi ha mai detto di no.
E poi la grazia più bella …il mio desiderio di essere sacerdote
e sono arrivato anche al sacerdozio
che questa e’ proprio la grazia più grande!
Io mi sento felicissimo, non c’è niente da desiderare..io sono il più felice di questo
mondo! Sono sacerdote, sono prete, la gioia grande di essere sacerdote e’
consumare la mia vita per le anime
per tutti quelli che vengono, per i poveri, per gli ammalati, e al confessionale.
Non c’è’ gioia più grande. Lo dico tante volte! Se i giovani capissero la bellezza di
essere prete avremmo i seminari pieni però non ci arrivano! Non comprendono la
bellezza di cosa vuole dire essere sacerdote. E questo lo devo alla Madonna!
E anche il Vescovo mi disse” ricordati che sei il prete della Madonna!”
” Eccellenza, ben contento di esserlo! ”
Ecco perciò per stasera non andiamo via così.
Finito qui si chiude.no..se crede…ognuno di noi fara’ la consacrazione
alla Madonna, vogliamo proprio che la nostra vita abbia un rinnovamento nella vita
spirituale…di pregarla e invocarla tutti i giorni e con tanta fiducia .
Vedrete che le vostre preghiere e le vostre suppliche non andranno a vuoto! ”
Coro: Tu es sacerdos in aeternum, tu es sacerdos in aeternum………….

Alfonso Ugolini nasce il 28 agosto 1908, a Thionville, da Enrico e Maria Anna Rondanelli, emigrati da Pianorso di Lama Mocogno. Nel 1915 si stabilisce a Sassuolo, la città adottiva.
A Sassuolo fonda la sottosezione Unitalsi e partecipa con entusiasmo ai pellegrinaggi a Lourdes e Loreto con i malati stessi. Anima di tale sorprendente e totale dedizione, in un uomo apparentemente tanto fragile, è un amore intenso a Dio e una devozione illimitata alla Madonna. La sua è una fede alimentata da ore di preghiera che si protraggono fino a tarda notte. Convinto che la dimensione spirituale fa parte dell’uomo, vorrebbe trasmettere agli altri tale esperienza di Dio.
A sessantacinque anni, diventa sacerdote: si sente pienamente realizzato. La Messa diventa il momento più forte della giornata. Ogni giorno passa ore e ore ad amministrare il sacramento della Riconciliazione. In questo ministero si ristora perché può realizzare il suo grande amore verso l’uomo: come intermediario del perdono di Dio, come saggio consigliere e come dispensatore di conforto e di fiducia.
La morte lo coglie a novantun anni, sereno e pienamente realizzato perché si è donato, senza riserve, a Dio e all’uomo.













