LA LEGA PROMUOVE RACCOLTA DI FIRME
Una petizione contro la discarica di Rio Vulpazza. La Lega scende in campo a fianco delle proteste e delle preoccupazioni dei residenti di Valsamoggia e Savignano dove è prevista la creazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti speciali. “Nonostante le promesse propagandistiche del presidente della Regione Bonaccini, dell’assessore regionale all’ambiente e dei sindaci locali, la vicenda della discarica di Rio Vulpazza è tutt’altro che chiusa. Dal Pd sono arrivate solo parole ma nessun atto concreto per scrivere la parola fine ad un tentativo di distruggere il nostro territorio in maniera irreversibile tra i comuni di Valsamoggia e Savignano”. Così il consigliere regionale della Lega Michele Facci e l’esponente del Carroccio nel consiglio comunale di Valsamoggia Emanuela Graziano. Contro quel progetto la Lega si mobilita raccogliendo le firme dei residenti della zona, termometro di proteste e timori crescenti per un impianto da tempo contestato. Una protesta rilanciata dagli esponenti della Lega nonostante l’avvio dell’iter per la Valutazione dell’Impatto Ambientale della nuova discarica che sarà realizzata da Unirecuperi (gruppo Unieco) e destinata ad ospitare 1,3 milioni di rifiuti speciali di cui un terzo a base di amianto. “Abbiamo ancora tutti ben presenti -accusano i leghisti Facci e Graziano – le affermazioni che il presidente Bonaccini aveva fatto nell’agosto del 2019 affermando che quella discarica in quel posto non si sarebbe mai realizzata. I fatti di questi giorni lo smentiscono clamorosamente”. Gli esponenti del Carroccio daranno così voce alle preoccupazioni dei residenti della zona, lungo la Strada Provinciale 70, che rischiano di essere cavie di un esperimento: vivere vicino a un impianto che ospiterà anche una sperimentazione per la gestione di una parte di rifiuti di amianto che verranno smaltiti all’interno del nuovo impianto. “L’iter si avvia e possiamo dire – rilanciano Facci e Graziano – che il sindaco di Valsamoggia ha mentito in consiglio comunale dicendo che non è possibile fare una variante urbanistica ora, ma bisogna aspettare il nuovo strumento urbanistico tra un anno e mezzo”. Ma sul progetto pesa anche il silenzio di Stefano Vaccari, subcommissario del Ministero dell’Ambiente del nuovo commissario straordinario per la depurazione delle acque, Maurizio Giugni. “Ricordiamo infatti che Vaccari, oltre a essere responsabile organizzativo nazionale del Pd, ricopriva, sino a pochi mesi fa, anche l’incarico di responsabile delle relazioni esterne di Unieco Ambiente, la ditta che realizzerà l’impianto, pertanto conosce bene il progetto per la realizzazione della discarica chiamata a smaltire amianto” rilanciano Facci e Graziano. La petizione tra i cittadini rappresenta il nuovo capitolo di un braccio di ferro che vuol tenere viva l’attenzione su un progetto che, in sordina e contro la volontà popolare, sta facendo grandi passi in avanti.













