
Si è spento all’età di 84 anni, Antonio Camellini, pioniere dell’industria ceramica.Ricoprì tantissimi incarichi di prestigio che gli valsero riconoscimenti oltre ai titoli di commendatore, cavaliere e ufficiale della Repubblica. Fin da giovanissimo dimostrò grandi capacità tecniche alle quali abbinò curiosità, voglia di emergere e grande intuizione: in pieno boom economico la perizia e professionalità di Camellini permettono di approntare gli impianti per un prodotto innovativo e rivoluzionario e nel 1962 si comincia la produzione di klinker che è una grandissima novità per il mercato italiano in quanto è un prodotto ceramico resistente al gelo e agli urti, adatto a pavimentare esterni e rivestire facciate di palazzi. Si sperimentano altre nuove soluzioni negli anni successivi (1965/67) e si giunge a brevettare il Duraker: a Sassuolo si introduce per la prima volta il processo di monocottura. Per arrivare a tale prodotto, la FloorGres e, quindi, il tecnico meccanico Camellini più degli altri soci, ha dovuto lavorare sugli impianti, opportunamente modificare le attrezzature e i macchinari, a cominciare dal forno e dalla pressa. Grande è il successo di questo prodotto ceramico innovativo, capostipite del porcellanato che si diffonderà molto negli anni successivi. Antonio Camellini è un personaggio molto stimato per la sua professionalità, ma anche molto apprezzato per le sue capacità imprenditoriali e relazionali, e non solo a Sassuolo, perciò viene scelto per cariche pubbliche importanti:
dal 1980al 1984 è presidente del Centro Ceramico di Bologna, centro nazionale per la ricerca e lo sviluppo del settore ceramico e laterizi, costituito dall’Università di Bologna, da Assopiastrelle, dalla regione Emilia Romagna e dagli Enti Camerali della regione stessa. dal 1985 al 1992 è il rappresentante dell’industria ceramica italiana della CET (federazione europea produttori di ceramica)
dal 1984 al 1990 è presidente di Assopiastrelle, si occupa soprattutto di ambiente, di sicurezza e del settore promozione con gestione diretta di rassegne fieristiche come il Cersaie e la Fiera americana. Durante la sua presidenza Assopiastrelle acquista e ristruttura l’attuale nuova sede, la Palazzina della Casiglia, su progetto di restauro dell’architetto Gae Aulenti, sede inaugurata ufficialmente alla presenza del cardinale Camillo Ruini
dal 1992 al 1998 è presidente della Camera di Commercio di Modena. La sua è l’ultima nomina ministeriale, perché in seguito, con la legge Bassanino, sarà di competenza regionale. Nei sei anni della sua presidenza, egli avvia un significativo processo di sburocratizzazione dell’Ente Camerale dove si erano consolidate rigide posizioni di profili professionali a scapito della fattiva operatività, e guida sapientemente una Giunta impegnata ad affrontare e risolvere i problemi dell’economia modenese che sta diventando, proprio negli anni Novanta, sempre più internazionalizzata. Camellini, in altre parole, rivoluziona lo status quo: la Camera di Commercio deve passare da ente burocrate ad ente al servizio delle imprese, perciò crea anche distacchi a Carpi, a Sassuolo, a Pavullo. Dopo un’operazione lunga e complessa sotto il profilo burocratico, riesce ad ampliare la sede della Camera di Commercio con l’acquisto, la ristrutturazione e il restauro del palazzo contiguo (fino ad allora sede del partito comunista modenese). Camellini ricopre, inoltre, in questi anni anche la carica di presidente di Promec (Promozione Modena Economica) per migliorare e aiutare piccoli e grandi imprenditori nei loro rapporti con l’estero; è presidente del Centro estero della Camera di Commercio della Regione Emilia Romagna; è presidente di Union Trasporti in rappresentanza della regione Emilia Romagna.
Negli anni della sua presidenza, Camellini si adopera molto anche per completare tutto il corso della facoltà di ingegneria nell’università di Modena, che offriva solo il biennio, e per introdurre un corso di laurea breve di letteratura europea, sentita come necessaria per sprovincializzare la realtà modenese e aprirla sempre di più all’Europa. Di quegli anni di presidenza, ricorda anche le molte divergenze con il sindaco di Modena di allora, Giuliano Barbolini, per il tracciato della TAV: la CIIAA propose una progettazione alternativa all’attuale posizionamento, ma non ci si riuscì.
al 1995 al 2002 è vicepresidente di AutoBrennero, subentrando a Giuseppe Panini. La società, che ha come alfiere la Camera di Commercio e come soci tutti gli istituti di credito modenesi e la Cassa di Risparmio di Carpi, è sorta col fine di accantonare gli utili in un fondo da destinare alla galleria del Brennero per agevolare i traffici. Camellini, in questo ambito, è anche vicepresidente e amministratore delegato nella società STR, con sede a Bolzano, sorta con l’intento di far spostare su rotaia il transito di merci da Campogalliano a Monaco di Baviera. Grazie al suo notevole impegno e trattative continue con le amministrazioni dei territori coinvolti (Austria, le province di Bolzano, Verona, Mantova, Reggio, Modena) si è riusciti, nel 2006, ad installare dodici treni giornalieri in andata e dodici in ritorno. Ogni treno è formato da trentadue carri ferroviari speciali su cui sono caricati altrettanti tir, per cui si ottiene che su strada ci sono 384 tir al giorno in meno in andata e 384 al ritorno: l’autostrada A22 è stata notevolmente alleggerita.
Davvero tanta strada compiuta da questo ex studente del Corni armato di lungimiranza, dinamismo e un’immensa sagacia: mise tutto il suo spirito per la crescita del distretto ceramico intorno a Sassuolo. Lascia la moglie Giordana, i figli Pier Luigi ed Elena ed un enorme vuoto in quanti ne hanno apprezzato doti e tempra; oggi, lunedì 4 giugno, alle ore 19 sarà recitato il Santo Rosario presso il duomo cittadino dedicato a San Giorgio mentre domani alle ore 15.30 verrà celebrata presso la stessa struttura religiosa la Santa Messa di commiato. Dopo i funerali il feretro sarà condotto al Cimitero di San Michele dei Mucchietti per la sepoltura













