L’Associazione Culturale FORUM U.T.E. di Sassuolo informa che per le rassegne di visita
Borghi più belli d’Italia e Tesori dell’Emilia Romagna
sono aperte le prenotazioni per la gita di
domenica 15 aprile 2018
alla scoperta di alcuni dei più belli
C A S T E L L I D I P I A C E N Z A
per visitare l’affascinante
C A S T E L L O D I G R O P P A R E L L O

sospeso su uno sperone roccioso
Sospeso su un territorio selvaggio come nido d’aquila, il Castello di Gropparello colpisce i visitatori per il
raggruppamento turrito del complesso monumentale, che durante la visita regala all’occhio un alternarsi
di scorci panoramici scenograficamente diversi tra loro. L’eleganza sobria delle sue sale medievali,
l’ampiezza monumentale dei suoi camini e la luce che penetra velata dalle grandi finestre sospese
sull’orrido, donano al castello l’atmosfera tipica di quello che l’immaginario collettivo sogna come
“castello medievale”. Significativo esempio di castello guelfo perfettamente conservato, Gropparello è
costruito su un picco roccioso di origine vulcanica e si affaccia su un orrido di grande interesse geologico
e paesaggistico: all’improvviso, dietro un vigneto, in un bosco si apre una zona selvaggia, la cui
morfologia complessa ed accidentata si eleva bruscamente distinguendosi dal resto del territorio
creando un un comprensorio grandioso e suggestivo nelle cui pieghe scorre il torrente Vezzeno. Edificato
nello stesso luogo dove sorgeva un antico castrum romano, posto probabilmente a difesa della via che
conduceva all’antica Velleia, venne successivamente fortificato con opere murarie. È ormai da anni allo
studio l’ipotesi che in origine ci sia stato un insediamento celtico, data anche la presenza di un manufatto
a strapiombo sull’orrido che sembra essere con ogni probabilità un altare di pietra.
Il castello di Gropparello rimane forse uno dei complessi che più conservano tutto il fascino della
fortificazione medioevale, grazie anche al paesaggio eccezionale in cui si trova, ed alla particolarissima
disposizione, che lo fa apparire quasi incastonato nella roccia, di origine vulcanica, su cui è stato edificato.
Le fondamenta su cui poggiano i muri in pietra sono scavate nella viva roccia, che in molti tratti è tuttora
ben visibile anche all’interno dell’edificio, fuoriuscendo dal piano del pavimento in molti tratti delle
antiche cantine. L’accesso alla fortezza era possibile solo attraverso i due ponti levatoi, uno
“carrabile” (tutt’oggi funzionante), che veniva abbassato soltanto per il passaggio di uomini a cavallo o
carriaggi militari, ed uno pedonale. Il portone principale è sormontato da un interessante bassorilievo
rappresentante San Giorgio nell’atto di colpire il drago che stava per divorare la giovane principessa,
secondo la nota leggenda che ha ispirato molti artisti medioevali e rinascimentali.
per poi visitare il bellissimo borgo di
C A S T E L L ‘ A R Q U A T O

uno dei “Borghi più belli d‘Italia”
Castell’Arquato è un borgo d’arte di rara bellezza pervaso di atmosfere d’altri tempi. Ha basse case a
schiera color mattone e vicoli stretti in acciottolato che portano alla cima del colle, dove si apre l’ampia
piazza monumentale che sembra incredibile trovare in un posto così, in questa Val d’Arda che sfuma da
un lato verso la via Emilia e la Padania, dall’altro verso i colli di Vernasca (e l’Appennino) con il borgogioiello
di Vigoleno.
La parte monumentale è ricchissima. La Rocca Viscontea, voluta dal comune di Piacenza ed eretta da
Luchino Visconti tra 1342 e 1349, è una delle più notevoli fabbriche militari del Nord Italia. Presenta una
pianta a L con la cinta minore di mura che dà sulla piazza. Oltre ai muri esterni oggi restano le quattro torri
difensive, di cui solo quella orientale è integra. Su tutto il complesso domina la mole del dongione, che
vale la salita per lo splendido panorama e il museo medievale che vi è allestito.
Nella piazza si resta affascinati anche dal gruppo absidale della Collegiata, una delle chiese più antiche
del territorio, già esistente nel 756 con funzione di pieve battesimale, ricostruita dopo il terremoto del
1117 e consacrata nel 1122. Il fonte battesimale in pietra è databile VII-VIII sec., mentre il bel portale
strombato, l’architrave e la lunetta scolpita sono del XII sec. Sul lato sinistro della chiesa scorre il portico
tre-quattrocentesco detto “del Paradiso” perché ospita le tombe di personaggi illustri. La parte più
affascinante è comunque il gioco volumetrico delle quattro absidi contrapposto al tetto a capanna della
chiesa e al campanile quadrato. Il 1292 è l’anno di costruzione del Palazzo del Podestà, sul lato nord della
piazza monumentale. L’anima più antica è data dal mastio rettangolare, al quale dal quattrocento sono
stati aggiunti corpi successivi, come la Loggetta dei Notari. Dà armonia alla mole della facciata la scalinata
esterna, munita di parapetto nel XV sec. Particolare è la torre pentagonale, presente già nel progetto
originale. Questa commistione e stratificazione di sti non toglie nulla al fascino della costruzione.
Da vedere, inoltre, nel quartiere di Monteguzzo il Torrione Farnese, eretto intorno al 1530 e rimasto
incompiuto, pare, per la morte del duca Bosio II Sforza. Costruito interamente in laterizio, faceva parte del
sistema difensivo del borgo con funzioni militari, anche se nel complesso ha una certa grazia che lo rende
attraente e misterioso, per via dei passaggi segreti di cui si favoleggia. Passaggi segreti che dovevano
condurre in aperta campagna o al Palazzo del Duca, nome che prende nel seicento il palazzo di giustizia
edificato nel 1292.
È dello stesso periodo la Fontana del Duca, ancora in funzione e fino al secolo scorso usata come lavatoio
pubblico. Di epoca cinquecentesca è l’Ospedale di Santo Spirito, che ospita il Museo Geologico. Poco
distante il Museo Illica, dedicato al librettista di Puccini nato e vissuto qui. Della robusta cinta muraria
innalzata nel 1342 dal duca Azzo Visconti oggi restano solo due delle quattro primitive porte d’accesso,
una molto rimaneggiata nel XVII sec., l’altra – la porta di Sasso – originaria dell’epoca viscontea.
Ora non resta che perdersi nella trama dei vicoli e delle stradine che rendono così piacevole passeggiare
per Castell’Arquato.
P A R T E N Z E
da Sassuolo, piazzale Risorgimento, ORE 7.30
da Modena, piazzale della Motorizzazione Civile, ORE 7.45
programma
arrivo al Castello di Gropparello verso le ore 10.00, e visita dello stesso
a seguire, trasferimento a Castell’Arquato per il
PRANZO LIBERO
(a carico dei partecipanti)
Verso le ore 15.30, visita del centro abitato, uno dei Borghi più belli d’Italia, con la Collegiata di Santa
Maria Assunta e del suo meraviglioso Chiostro capitolare (con annesso Museo della Collegiata), la Rocca
Viscontea, il Torrione Farnese, il Palazzo e la Fontana del Duca ecc.
poi rientro a Modena per le ore 19.45 circa e a Sassuolo per le ore 20.00 circa.
le visite guidate saranno condotte da
LUCA SILINGARDI
storico dell’arte
Quota di partecipazione
€ 75 (per minimo 25 persone)
la quota COMPRENDE il viaggio di andata e ritorno in pullman, le visite guidate in programma e i biglietti
di ingresso al Castello di Gropparello; al Chiostro capitolare e al Museo della Collegiata di
Castell’Arquato; alla Rocca di Castell’Arquato.
la quota NON COMPRENDE eventuali altri biglietti richiesti
tessera FORUM UTE 2017/2018 obbligatoria
(€ 15 valida per 12 mesi dal momento della sottoscrizione e per tutte le iniziative dell’associazione)
P R E N O T A Z I O N E O B B L I G A T O R I A
entro e non oltre venerdì 13 aprile 2018
(ma è vivamente consigliato prenotare il prima possibile
per assicurarsi i posti disponibili e anche al fine di agevolare l’organizzazione)
per informazioni e prenotazioni rivolgersi telefonicamente ESCLUSIVAMENTE a
Danira Guidetti Calabrese 348 5495475
dopo la prenotazione telefonica si prega di trasmettere via e-mail (forumute@gmail.com) i propri dati:
nome, cognome, punto di salita (Sassuolo o Modena) e numero di telefono cellulare.














