Il cadavere recuperato ieri sera, domenica 7 giugno, a Castelvecchio apparterrebbe ad un 37 enna di origine maghrebina proveniente da altra provincia; il corpo ad un primo sommario esame non presentava segni di violenza o percosse, ma sarà l’esame autoptico a fare luce su quanto accaduto. Un pescatore intorno alle ore 18.30 ha lanciato l’allarme, perché lo stesso ha notato un busto riverso in acqua in una zona impervia: questo ha reso indispensabile l’intervento di squadre speciali del nucleo Speleo Alpino Fluviale. Al momento nessuna ipotesi sulle cause di quanto accaduto viene esclusa, anche se l’ipotesi più probabile resta quella di un bagno finito in tragedia: la vittima si sarebbe immersa, senza riemergere, inghiottita dalle acque. Intanto una coppia via social fa presente che una vettura era parcheggiata nelle vicinanze del greto del fiume e nella zona si trovavano indumenti, cellulare, chiavi, documenti ma del proprietario nemmeno l’ombra. Tutto questo nella giornata di sabato, con tanto di richiesta di soccorsi comunicata telefonicamente, in due circostanze, ai Carabinieri: nonostante ciò nessuna ricerca è stata avviata, perché il letto del fiume non presentava i pericoli derivanti da piene od inondazioni. Una morte conseguente a tragiche circostanze, sabato non è scattata la macchina dei soccorsi: bisogna considerare tanti fattori legati ad un intervento, parlare di superficialità da parte delle forze dell’ordine è un aspetto che va analizzato













