230 persone hanno partecipato oggi al 24° Matilde Mazzieri Day, una tradizione del primo maggio in Appennino, promosso dall’associazione Hewo Modena, solidarietà per lo sviluppo, ospitato dall’Hotel Ristorante Mazzieri alle Piane di Mocogno.
La famiglia Mazzieri un quarto di secolo fa, ha scelto di offrire struttura, cibo e impegno del personale per ricordare Mamma Matilde e da allora ha sempre rinnovato il suo impegno. L’intero ricavato della giornata viene devoluto al sostegno dei progetti alimentari di Hewo Modena nelle Comunità dell’Etiopia.
Prima del pranzo, nel salone museo del ristorante, accolti da Edo Mazzieri, con a fianco Margherita Adani della Sorgente di Barigazzo, la struttura che ospita in agosto la Festa dei Lamponi dell’Hewo, i partecipanti e i volontari hanno ascoltato le ultime novità dalle comunità dell’Etiopia, portate da Giancarlo Bertacchini, tornato dall’Africa due giorni fa, dove era stato con i giovani Luca Gibellini, Simone Marchesi e il tecnico Tiziano Bertarini.
A Garbo (Wolisso – Oromia), nonostante la difficile situazione, la comunità è attiva e se le coltivazioni agricole patiscono i ritardi determinati dal contesto, funzionano regolarmente la scuola e il sanatorio. “E’ stato bello apprendere che lo scorso anno l’ospedale ha potuto fare nascre 440 bambini in un ambiente pulito e assistito.
A Makallè (Tigray) le attività funzionano regolarmente; la scuola è frequentata da 160 bambini e sono ricoverati 70/8 ammalati. L’agricoltura ha prodotto ciò di cui ha bisogno la comunità e ha dato un surplus da vendere per contribuire al mantenimento della struttura.
Hewo Modena da 33 anni affianca in Etiopia le Comunità Hewo che sono costituite da ammalati di lebbra, Tbc e Aids. Insieme a loro garantisce assistenza sanitaria gratuita a tante persone che non potrebbero averne a causa della loro povertà. Presso i due centri di Quihà (Makallè – Tigray) e Garbo (Wolisso- Oromia) sono attive anche due scuole materne che offrono gratuitamente istruzione, cure e 2 pasti al giorno a bambini di famiglie povere. Sono inoltre stati realizzati e sono attivi interventi di tipo sociale quali due aziende agricole, due stalle, due forni per il pane, un mulino per la farina e una piccola fabbrica di maglieria.
Tali attività oltre ad essere una opportunità di reinserimento sociale per gli ammalati, rappresentano una forma di autosostentamento alle Comunità stesse