Gli Apoti del Giarrazzo, associazione culturale di residenti del quartiere Braida a difesa delle tradizioni e dello sviluppo del rione negli ultimi anni ostaggio di un’immigrazione selvaggia e violenta che ha dato allo stesso una triste vetrina nelle cronache nazionali, hanno tappezzato molti angoli cittadini con un volantino dai toni tanto polemici quanto sarcastici. Il condominio al civico 189 di via Circonvallazione Nord-Est è ancora là, doloroso retaggio di un passato che non deve essere dimenticato; il progetto esecutivo di rigenerazione dell’immobile succitato, sbandierato e tanto atteso, non ha ancora visto la luce. Nel frattempo, la zona ha perso uffici comunali e Polizia locale: tutto questo, rappresenta un problema rilavante in termini di presenze e presidio; intanto, il nuovo annuncio dei vertici comunali sul recupero del complesso “I Gerani” ha riacceso polemiche e paure tra chi ha vissuto anni di degrado e disagio. Il timore vengano creati nuovi alveari di micro-criminalità, piccoli ghetti, spaventa gli abitanti di Braida. Proprio ora che Braida, dopo anni difficili, stava faticosamente tornando alla normalità; ecco alcuni proposte future che creano qualche comprensibile imbarazzo tra chi vive o lavora a Braida. Senza alcun preconcetto, chiaro lo scetticismo di chi ha pagato un prezzo altissimo in termini di libertà tra spaccio, scontri e furti; gli Apoti, sono alla ricerca della verità, loro desiderano vivere in pace il loro quartiere e sperano che i programmi in campo per la piena riqualificazione di Braida, tra 189 ed I Gerani, diano i frutti sperati per una rinascita del rione. Che la loro voce non rimanga lettera morta, sono pronti a collaborare con l’Amministrazione comunale per il domani del quartiere. Non dimenticano il probabile insediamento di un centro di preghiera islamica presso I Quadrati, sono diversi i punti sui quali confrontarsi, questo è un’ulteriore capitolo di una storia si spera a lieto fine
AREA COMPLESSO “I GERANI”














