La polemica relativa al caso “MOSCHEA” corre sui social, tra le smentite dell’attuale sindaco sassolese Matteo Mesini relative all’insediamento a Sassuolo di un grande centro di preghiera e la presa di posizione dell’ex primo cittadino Luca Caselli. Inaugurato un centro culturale di natura islamica, dedicato ad educazione e formazione, il quesito principale è relativo al trasferimento del luogo di culto dedicato all’Islam dal locale di via Cavour al nuovo centro polifunzionale già attivo presso I Quadrati. Per ora, la costruzione di una nuova moschea pare scongiurata, la questione riguarda i permessi per operare il cambio della destinazione d’uso del nuovo punto presso il direzionale, condizione indispensabile per il raduno di fedeli. In un senso c’è chi parla di diritto a professare il proprio credo in locali dignitosi, invece c’è chi contesta gli abusi edilizi accettati in via Cavour per permettere agli islamici di pregare. Il dubbio nasce e si alimenta dal fatto che le comunità islamiche non abbiano mai raggiunto un’intesa con lo Stato italiano per professare il proprio credo, quindi anche la scuola coranica pone degli interrogativi? Il rispetto delle regole, comunque e sempre: per mettere il tetto bisogna costruire basi solide. Il centro polifunzionale sassolese per il momento si è integrato nel contesto sassolese, ma Braida non è disposta a fare concessioni. Le premesse per un dibattito acceso ci sono tutte.
Oggi (ndr VENERDI’ 31 OTTOBRE) un’intervista a Rete4.Mi hanno chiesto se a Sassuolo sorgerà la più grande moschea dell’Emilia-Romagna.
È sempre un piacere rispondere alle domande dei giornalisti e dei cittadini: credo che la trasparenza e la corretta informazione siano valori da difendere.
A loro, con chiarezza ho ribadito che no, non sarà a Sassuolo la moschea più grande dell’Emilia-Romagna.
Sassuolo è una città industriale che, per la sua vocazione produttiva, ha vissuto diverse fasi di migrazione dagli anni ’70 a oggi — prima interni alla nostra regione e poi dal meridione e da paesi extraeuropei.
Il nostro distretto ceramico impiega oltre 40.000 lavoratori tra operai, impiegati e ingegneri: donne e uomini di tante provenienze e fedi diverse, tra cui anche cittadini di fede musulmana.
Dal 2009 è attivo in via Cavour un luogo di culto islamico, che convive con la città senza particolari problemi nel quartiere, se non qualche criticità legata alla viabilità in alcuni momenti.
È un luogo che ha sempre mantenuto un dialogo costruttivo con le amministrazioni comunali di Sassuolo — ricordando che, negli ultimi 15 anni, per 10 ha governato il centrodestra.
Ad oggi, nei nuovi locali acquisiti dall’Associazione Islamica non è prevista la possibilità di pregare e, se in futuro ci sarà un trasferimento del luogo di preghiera, avrà le stesse dimensioni dell’attuale.
Non sarà quindi la moschea più grande della provincia, né dell’Emilia-Romagna: semplicemente un trasferimento di una sala di preghiera in un luogo dove si verificano condizioni di migliore sicurezza, accessibilità e gestione del traffico.
Quando l’attuale sindaco afferma che la moschea di via Cavour è attiva e aperta al pubblico dal 2009 dice una bugia.Una grossa bugia.
All’epoca fu chiusa con ordinanza (firmata dal sottoscritto) per irregolarità edilizie e fu riaperta dal sindaco Pistoni nel 2014 per onorare (tanto per cambiare) una promessa elettorale.
Mesini, invece di dire falsità, si assuma le proprie responsabilità politiche e renda conto ai sassolesi senza mascherarsi dietro puerili scuse.
Perché stavolta credo che non basterà il solito video con la musichetta













