“Questo primo cittadino, non è quello tanto decantato per la sicurezza? Si deve assumere le proprie responsabilità insieme all’Amministrazione di una gestione a dir poco fallimentare di questa zona, terra di sbandati e micro-criminalità”. A parlare è uno dei tanti residenti che vivono nell’area adiacente al parco Ex Edilcarani, lo spazio verde verde che collega via Pertini alla centrale via Mazzini, il nostro interlocutore precisa:” Spaccio di sostanze stupefacenti in pieno giorno, atti vandalici nei confronti delle vetture posteggiate nel parcheggio di via Mazzini laddove era presente un’edicola fino a qualche settimana fa, ora la struttura è stata demolita”.
Un’altra abitante di questo angolo sassolese, incalza:” La zona è popolata da gente poco raccomandabile, individui senza fissa dimora vivono in giacigli di fortuna nei ruderi di vecchie costruzioni presenti nel parco o nei cespugli dislocati lungo il perimetro del parco trasformato in accampamento e al confine con alcune proprietà – sottolinea – Permettere un tale degrado è assurdo, siamo nel campo dell’indecenza e della vergogna: più volte sono stati avvisati, i vertici comunali, del problema, qualche azione sporadica è stata fatta ma guarire una malattia grave e persistente con qualche palliativo è uno specchietto per le allodole”. Prende la parola un altro cittadino:” Vivendo al confine col parco, frequento l’area verde e posso dire che la situazione sta progressivamente peggiorando: la zona. con l’arrivo della sera. si popola di presenze strane e oltre a schiamazzi o gesti di maleducazione come il gettare rifiuti a terra, contenitori di vivande o recipienti per bevande, ci sono veri e propri clochard di nazionalità straniera che alloggiano in accampamenti – prosegue -le soluzioni ci sarebbero, ma come sempre esistono lungaggini burocratiche e pigrizia di chi dovrebbe agire in nome del decoro e della sicurezza: per prima cosa intensificare i controlli e attenzionare la zona attraverso monitoraggi mirati e più frequenti, non c’è bisogno di azioni militari spettacolari ogni 5 anni con 10 pattuglie e l’utilizzo di cani ed elicotteri come accaduto in passato, scene da far west o immagini simili allo sbarco in Normandia, c’è bisogno di fatti costanti e concreti a cui devono allo stesso tempo seguire altre operazioni”. Su questo punto, lo stesso chiarisce:”
L’installazione di telecamere nel parcheggio di via Mazzini

appare improrogabile per controllare movimenti sospetti, quello è uno spazio aperto e non mi si venga a tirare in ballo la storia della privacy; attraverso interventi mirati si potrebbero comminare sanzioni pecuniarie ai trasgressori, ricordiamo che siamo in un angolo centrale di Sassuolo e non nel Bronx. Altra cosa – specifica -è l’interno del parco, davvero un’area dimenticata, una discarica a cielo aperto tra moquette, coperte, copertoni, materassi, involucri contenenti sostanze stupefacenti e rifiuti di ogni genere: in ogni comune che si rispetti i parchi vengono chiusi

nelle ore serali e notturne, questo limiterebbe accessi indesiderati e non trasformerebbe alcuni angoli in vere e proprie baraccopoli – conclude – ricordo che in altre realtà ben più complesse sul piano della sicurezza si sono ottenuti risultati funzionali ed efficaci adottando accorgimenti tecnici; ci vuole la volontà di fare, poche chiacchere e pedalare: l’area va bonificata da anni di incuria, altro che amianto”.
La gente è inviperita, a breve sarà presentata una petizione sottoscritta dai vari residenti di questo settore sassolese trasformato in pochi anni da giardino a fogna…Così è se vi pare, lo “sceriffo” Menani deve dare risposte chiare sulla strada della legalità coordinando forze e uomini dediti alla sicurezza. Ad onore del vero, ogni tanto una pattuglia di addetti della Polizia locale fa un passaggio “panoramico” rigorosamente in auto lungo la direttrice che collega i due ingressi del parco. Dopo aver ascoltato queste proteste ripetute e fondate, sorge una domanda: in nome della civiltà e del buon vivere non sono possibili azioni funzionali che non si limitino a passerelle con la macchina di servizio o a blitz con equipaggiamenti militari utilizzati nella cattura di ricercati?. Un cartello all’entrata dell’area verde recita, RISPETTA LA NATURA: la cittadinanza chiede rispetto e correttezza, non viene calpestata l’erba ma si schiacciano doveri e libertà













