A meno di un anno dalla brutale aggressione, era giovedì 17 aprile 2025, è arrivata la condanna per il responsabile dell’episodio: 12 anni di carcere per il ragazzo, allora 17 enne, che nelle campagne di Tabina, alle porte di Formigine rapinò e violentò una donna impegnata a fare jogging. L’aggressore, un nordafricano ospite di una comunità di accoglienza per minori, fu fermato poco dopo quanto commesso: furono significative le testimonianze dell’aggredita e la presenza di alcuni passanti; il Tribunale dei Minori ha accolto le attenuanti della perizia psichiatrica relativa all’imputato tunisino, ma ha escluso la possibilità di scontare la pena inflitta attraverso misure alternative. Oltre a rapina e violenza sessuale, il Tribunale dei Minori ha considerato ed analizzato anche l’ipotesi di tentato omicidio , vista la furia con cui il ragazzo agì anche dopo gli abusi: emerse la volontà di uccidere. Una condanna, espressione di giustizia, che non potrà mai guarire le ferite dell’anima per la vittima di una violenza simile: questa è una questione diversa, fa parte della giostra della vita