Un mezzo con medico ogni 175 mila abitanti e 672 chilometri quadrati. Dopo la morte di Fakir e l’attentato di Modena non ci sono più scuse: urge potenziare le automediche.
«Dopo avere eliminato i medici dalle ambulanze, la Regione deve riconoscere il ruolo centrale dell’automedica e smettere di tagliare. Il soccorso è un lavoro d’équipe. Quando volontari e infermieri si trovano davanti alle emergenze più complesse, la presenza tempestiva del medico è decisiva. Lo diciamo da sempre, ma il caso Fakir e la strage di Modena ce l’hanno ricordato nuovamente».
Lo dichiara Antonio Platis, esponente di Forza Italia, intervenendo sull’organizzazione del 118 in provincia di Modena.
«Nonostante il DM 70 del 2015 indica come riferimento un mezzo di soccorso avanzato ogni 60 mila abitanti e ogni 350 chilometri quadrati, il Partito Democratico che guida la sanità regionale ci ha fatto credere che il medico non fosse indispensabile. Una favola che la cronaca di queste settimane ha riportato alla nuda realtà.
A Modena abbiamo Maranello e Mirandola a mezzo servizio e tre postazioni h24, ovvero un mezzo ogni 175.411 abitanti e ogni 672 chilometri quadrati. Il triplo di abitanti rispetto alla legge ed il doppio del territorio previsto dalla norma».
«Anche i tempi di impiego dimostrano la fragilità della rete: ogni missione occupa mediamente l’automedica per circa 39 minuti a Modena, 47 a Mirandola, 51 a Vignola e 53 a Pavullo. Basta quindi un intervento complesso o la contemporaneità di due emergenze per lasciare intere aree senza un medico immediatamente disponibile».
«La morte avvenuta nei giorni scorsi a Bologna, sulla quale dovranno fare chiarezza la magistratura e, mi permetto, la centrale operativa del 118, conferma quanto sia delicato il ruolo dell’automedica. Non anticipiamo alcuna conclusione sulle responsabilità, ma è inaccettabile che volontari e infermieri possano essere lasciati soli e poi esposti agli accertamenti giudiziari per carenze che dipendono dall’organizzazione del sistema».
«Anche durante l’attentato di Modena è intervenuto inizialmente l’unico medico disponibile sull’automedica del capoluogo, gli altri dottori sono arrivati successivamente con gli elicotteri!».
| Automediche 118 Modena | Mezzo Bacino Abitanti | Mezzo per Territorio | |||||
| Sede di partenza | Turno | nr. Mezzi | Media Tempo Impiego | Modena | DM 70/2015 | Modena | DM 70/2015 |
| Maranello | h12 | 0,5 | 42,7 | 175.411 | 60.000 | 672 Km2 | 300 Km2 |
| Mirandola | h12 | 0,5 | 46,7 | ||||
| Modena | h24 | 1 | 38,9 | ||||
| Pavullo | h24 | 1 | 53,3 | ||||
| Vignola | h24 | 1 | 51,4 | ||||
«In provincia la situazione è ancora più critica. L’Ausl aveva riconosciuto la necessità di raddoppiare la copertura di Mirandola, ma il potenziamento non è ancora partito, mentre il turno diurno viene garantito solo grazie a centinaia di ore di straordinario dei medici e degli infermieri del Santa Maria Bianca. La Bassa modenese è supportata dai mezzi di Casumaro e San Giovanni in Persiceto. L’Ausl Bologna interviene regolarmente su Vignola, Castelfranco e Montese, mentre Reggio Emilia ha progressivamente arretrato il proprio mezzo verso Novellara dopo aver coperto, per anni, Carpi».
«L’idea di spostare l’automedica da Mirandola a Ponte Motta – chiosa Mauro Neri, capogruppo FI in Ucman – è estremamente pericolosa in quanto a ridosso del fiume e ad ogni piena si rischia di avere il mezzo bloccato. Mirandola e Carpi meritano due automediche per distretto».
«Solo chi non conosce la geografia – attacca Franca Massa, neoassessore alla sanità di Vignola – può partorire l’idea di fondere, la notte, il territorio coperto da Maranello con quello delle Terre dei Castelli. Un’unica auto da Frassinoro a Guiglia è semplicemente follia».
«Modena – conclude Platis – non può continuare a sopravvivere di soccorsi in prestito. I Volontari sono una risorsa straordinaria, ma non possono sostituire il medico nelle emergenze più gravi»













